teeeeeega's blog

Un ventenne parla di slow life

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C’è una cosa che capita spesso: quando penso alla slow life, i pensieri mi arrivano sempre nei momenti di tranquillità. Sono quelli i momenti che la rappresentano davvero—quelli in cui finalmente respiri.
E sì, questo post è di getto. Nessuno script, nessuna scaletta. Per parlare di una cosa così personale avrei sentito falso scriverlo “alla perfezione”.

Non voglio diventare profondo per forza, non voglio fare lo strappalacrime. Voglio solo dire come la vivo io, a ventun anni. Un’età in cui teoricamente dovrei correre, fare tutto, essere ovunque.
Spoiler: non lo sono.

Vivere leggeri… ma non è semplice come sembra

La vita frenetica non nasce dal nulla. La costruiamo noi, spesso senza accorgercene, con ciò che mettiamo nelle nostre giornate: social, contenuti infiniti, notifiche, confronti continui, la costante sensazione di “correre dietro” a qualcuno o qualcosa.

La tecnologia ci facilita tutto… e proprio per questo ci rende dipendenti da tutto.

E allora per me la slow life parte da qui:
rallentare eliminando ciò che non serve davvero e ciò che non ci fa bene.

Non parlo di diventare minimalisti estremi. Anzi, io non condivido quel minimalismo “3 magliette bianche, 1 cucchiaio per cena”.
Io sono consumista, lo ammetto. Mi piacciono gli oggetti, mi piace avere i miei strumenti per ogni esigenza. E sai cosa? Va bene così.

Slow life non significa avere meno cose.
Significa dare un senso a ciò che scegli di tenere.

Non minimalista, ma intenzionale

Prendi me: amo i videogiochi retro e ho un sacco di console per giocarci come ad esempio: PSP, Nintendo 3DS, una PlayStation 5, un PC, un Miyoo Mini Plus.
Per la lettura ho un Xteink X4 che pesa 70 grammi e mi porto ovunque, e poi un Book Go 10.3 per studiare, prendere appunti, leggere manga.

Tutte queste cose non mi complicano la vita.
La migliorano.

Perché ognuna ha il suo momento, il suo scopo, un motivo per cui esiste nella mia giornata.

Ad esempio, portarmi dietro l’X4 significa leggere due pagine anche mentre aspetto in coda alla cassa, avere il Book Go invece significa prendere appunti sui libri, quindi sostenere letture piú intense e farmi un’ora “lenta”.

Il prezzo (vero) della slow life

Per vivere più lentamente, ho eliminato cose molto più pesanti degli oggetti: le persone tossiche.
Persone che non mi facevano crescere, che mi facevano stare male, che credevo mi facessero bene solo perché ero abituato ad averle intorno.

E quando lavori su questo… resti solo.
È inevitabile.

Non perché diventi stronzo, ma perché inizi a essere te stesso.
E questo, purtroppo o per fortuna, non piace a tutti.

Per uno come me che si butta giù facilmente, che si sente subito escluso è stato un percorso davvero molto doloroso.
Ma è anche il motivo per cui ora sento di essere finalmente l'unico padrone del mio tempo. È un investimento in te stesso, uno dei migliori che puoi fare.

Cosa significa davvero godersi una vita lenta

La slow life non è la solita lista rigida di attività da segnare con una to-do list, ma alcune cose si ripetono spesso, come abitudini.

Sono tutte cose semplici, ma quando inizi a viverle davvero ti accorgi che il tempo non ti scappa dalle mani come prima.
Io lavoro full-time, dalle 9 alle 18 con la pausa pranzo in mezzo e il tempo libero è poco, ma sembra molto di più da quando ho cambiato il ritmo con la quale faccio le mie cose.

la mia paura non è roba tipo: “il tempo passa e quindi stai morendo”.
È “il tempo passa e tu non stai facendo niente”.

Le cose semplici fanno tutto

Poi credo che le cose belle non accadono per caso, succedono perché ci sei dentro tu, perché fai parte del percorso che le porta lì.
Ed è proprio questo che secondo me rende la slow life preziosa: ti permette di guardare i dettagli. Di sentire un profumo, uno sguardo, un attimo.

Non c’è niente che mi faccia stare meglio del mio caffè la mattina presto, leggere un libro, guardare le persone nei loro momenti tranquilli, scrivere, imparare, diventare più interessante, più colto, più me stesso.

E se un giorno troverò qualcosa che mi farà stare ancora meglio, ben venga.

Conclusioni

E niente, questa era la mia riflessione di getto, Non fraintendere, la slow life non è per forza perfetta, e non è per niente facile da intraprendere, ma ti permette di vivere davvero ciò che fai.


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